No hate speech-Campagna in Toscana

Le parole ed i discorsi di odio devono essere combattuti non solo quando sono espliciti, ma soprattutto alle radici, cioè a livello di atteggiamenti, che, se incontestati, si alimentano all’interno della società, rafforzano gli stereotipi e possono condurre, in alcuni casi, alla violenza fisica.

L’incitamento all’odio è quasi sempre il risultato di atteggiamenti razzisti o discriminatori, anzi è quasi sempre discriminatorio in sé.

Abbiamo esempi nelle storia di violazioni di massa dei diritti umani, quali i genocidi e le
persecuzioni nei confronti di popoli di diversa origine etnica, che sono stati sempre preceduti o accompagnati da discorsi di odio.

Gli stereotipi sono credenze o pensieri condivisi, generalizzazioni su particolari gruppi che possono essere positivi, negativi o neutri. Se positivi possono portare vantaggio a coloro i quali sono diretti; gli stereotipi diventano dannosi quando vengono applicati rigidamente agli individui e sono usati come strumento per trattamenti discriminatori.

Quando uno stereotipo contiene una valutazione o un giudizio, siamo di fronte al pregiudizio. Molti stereotipi che sembrano essere neutrali in realtà contengono un elemento di giudizio. Per comprendere meglio la diversa sfumatura tra i due termini, si può ricorrere al seguente esempio: “Le donne non sono particolarmente abili nei videogiochi”. Immediatamente tale proposizione sembra essere un dato di fatto, ma in effetti si sta dando un giudizio sulla capacità tecnica delle donne.

Anche quando stereotipi o pregiudizi sembrano positivi, hanno quasi sempre un aspetto
negativo . Ad esempio, la dichiarazione “Gli australiani sono il popolo più generoso del
mondo” è un giudizio positivo per gli australiani, ma contiene un giudizio negativo rispetto agli altri popoli che risultano meno generosi.

Quando uno stereotipo o pregiudizio si basa sul colore della pelle o l’origine nazionale o etnica, facilmente si può scivolare nel razzismo. Il razzismo è un’ideologia che provoca un comportamento discriminatorio o offensivo nei confronti di persone a causa della loro
immaginata ” inferiorità ” Purtroppo, infatti, razza, nell’uso più comune del termine, è
considerata una classificazione sociale , non biologica.

Comportamenti ed atteggiamenti negativi neiconfronti di un determinato gruppo di persone, tali che quelle persone non siano messe in grado di godere dei loro diritti umani , costituiscono una discriminazione. Pertanto, la discriminazione è di per sé una violazione dei diritti umani e può essere il risultato sia di atteggiamenti razzisti , o di altri pregiudizi, anche se non di natura razziale, ma altrettanto negativi nelle loro conseguenze sia per le vittime dirette che per la società nel suo complesso.

La discriminazione è l’opposto di uguaglianza. Secondo la Convenzione sui diritti umani, le persone sono uguali nei diritti. Quando i diritti di qualcuno sono compromessi si ha
discriminazione.

La discriminazione è spesso razzista, in quanto si rivolge, attraverso parole di odio, verso chi è diverso per nazionalità ed origine etnica. In questi casi ci troviamo di fronte ad entrambe le forme: discriminazione e razzismo.

Contatti

Se siete interessati a partecipare alla campagna di sensibilizzazione in Toscana scriveteci:

Email: educaredirittiumani@gmail.com